Anno nuovo, la giusta prospettiva


Nel corso della vita, si fa sempre più strada nella mia mente il sospetto che il luogo in cui si vive contribuisca parecchio a plasmare l’individuo. Ritengo plausibile pensare che più un luogo sia piccolo ed isolato e più sarà chiuso e limitato il pensiero dei propri abitanti da un punto di vista sociale.

Credo che potrebbe essere ragionevole considerare l’ipotesi secondo la quale qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che il mondo inizi e finisca con le proprie esperienze. Mi è stato insegnato che questo modo di essere rende un umano un’entità meschina, superficiale ed ottusa. Tanto più ristretta e limitata è la mentalità dell’interlocutore, tanto più sarà difficile convincerlo di cose che gli sembrano improbabili perchè della vita e del mondo non sa niente. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, una persona capace, preparata e di successo, ha meno difficoltà a considerare attendibili le nozioni del proprio interlocutore perchè per questa, eccellere in qualcosa è del tutto normale.

E’ cosa nota che chi mente spesso, tende a riflettere sull’interlocutore il proprio modo di essere supponendo che anch’egli menta. Analogamente anche la persona chiusa tende a credere che gli altri siano limitati come lui. L’esplorazione di tutto ciò che ci circonda è sempre stato alla base del progresso in ogni campo. La curiosità, la voglia di confrontarsi ed imparare sono sempre state la linfa vitale dell’umanità.

Sebbene il mio status di essere umano (a dire il vero nemmeno tanto intelligente), mi porti ad avere dei grossi limiti, ho sempre voluto inseguire la conoscenza. Non potevo credere che il mondo si limitasse alle cose a me familiari e non ho mai voluto accettare che la conoscenza fosse figlia delle mie ignoranti supposizioni.

Credo che sia proprio per questo motivo che ho deciso di iniziare una corrispondenza via email con persone lontane in una lingua diversa dalla mia. A volte ho avuto qualche delusione ma è stata ripagata abbondantemente dal fascino dei racconti e dalle diverse prospettive di vita che mi sono state offerte. Giusto per fare un esempio, oggi ho ricevuto una email da una di queste persone che mi ha posto una domanda inusuale per me.

A dispetto della pandemia, come ogni 31 dicembre, io ed i miei amici di penna, (anche quelli che salutano il nuovo anno in giorni diversi) ci scambiamo gli auguri per l’anno nuovo. In molti paesi compreso il mio, c’è la tradizione di avere un buon proposito o un obiettivo da raggiungere per l’anno che verrà. Per tale motivo, ricevo di solito insieme agli auguri domande quali:


Che cosa desideri per l’anno prossimo?

Che cosa ti proponi di fare per l’anno prossimo?

Che traguardo vorresti realizzare per l’anno prossimo?

Che cosa ti riproponi per l’anno prossimo?

Puntualmente io rispondo che spero di avere abbastanza costanza e forza morale per dimagrire e come è prevedibile, ogni anno tradisco questa mia intenzione. Fra le altre cose, questa volta ho anche la scusa che per molti giorni siamo stati costretti a casa per il lockdown e quindi abbiamo mangiato in modo sregolato conducendo una vita sedentaria incompatibile con una buona forma fisica ed un salutare attivo stile di vita. A questo punto, alcuni do voi forse potrebbero essere portati a pensare che la domanda all’origine di questo articolo fosse relativa alla pandemia oppure ad una speranza per il futuro dal momento che tutti i popoli in qualche modo stanno soffrendo in questo periodo. Invece no! La domanda che questa persona indonesiana mi ha posto è la seguente:

Per cosa sei più grato quest’anno?

Si, anche io ho cambiato la mia espressione in volto quando ho letto questa domanda. Questa persona che non mi conosce, che non sa come sono fatto, che sa pochissimo della mia vita privata (perchè sono un tipo chiuso e risevato), con una semplice frase mi ha ricordato che la vita, indipentemente dal fatto che sia accompagnata da piccoli o grandi problemi, è sempre un dono del quale bisogna essere grati.

Una persona estranea che ha poco più della metà dei miei anni, dall’altra parte del mondo mi ha portato a vedere le cose nella giusta prospettiva. Mi ha fatto capire che ero così tanto preso dalla mia vita, dai miei sogni, dai miei affanni ed incidenti di percorso da perdere di vista il dono più grande.

Siamo ancora qui! Abbiamo la possibilità di vivere, sorridere, imparare, insegnare e prodigarci fare quello che possiamo per noi e per gli altri. Di questo sono grato.

Amici miei, non è certo la ricchezza o il successo che determina chi siamo o quanto valiamo. Il più delle volte, per capire il senso della vita (o parte di esso) dovremmo spingerci oltre il piazzale di fronte casa nostra perchè da tutti si può imparare, soprattutto dalle persone che vivono una realtà diversa dalla nostra.

Buon anno.



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