Domenica 27 settembre 2020 – IgnisDIARY

A suo tempo scelsi di dimorare ad una certa distanza dalla confusione della città, ero persuaso che gli svantaggi fossero ampiamente controbilanciati dai vantaggi. In effetti, è così così, se non fosse che anche in collina, esistono quelle entità biologiche terrestri chiamate vicini.

La domenica è il mio giorno libero ed ovviamente vengo svegliato da call center che fingono come al solito di essere altro. Con astuta manovra li convinco a chiamare più tardi, metto il numero di telefono in lista nera, mi si stemo la copertina e riprovo a prendere sonno.

Per poco non vengo accecato da un raggio di sole che prepotentemente oltrepassa il vetro della finestra. A questo punto mi alzo, chiudo le tende, carezzina al cane, carezzina al gatto e mi rimetto sotto le coperte. Faccio in tempo a sospirare quando sento un boato molesto e continuo che fa tremare la casa.

E’ il vicino di casa, nullafacente e pensionato che ogni domenica mattina alle otto rompe i timpani a tutto il vicinato con il tagliaerba. Oggi è in ritardo di un’ora, mi stavo preoccupando infatti. Come se fossi paperino, mi tappo le orecchie come posso e cerco di dormire, il cane inizia ad abbaiare, ha sentito qualcosa fuori.

E’ una famiglia di ghiri che dimora sull’albero del vicino che corre in tutte le direzioni perchè infastidita al motore del tagliaerba. Io mi domando come mai si mette a tagliare l’erba proprio la domenica visto che gli altri giorni non ha nient’altro da fare. Gli altri giorni ci svegliamo tutti presto per andare a lavorare, non darebbe nessun fastidio.

Fra una cosa ed un’altra arriva l’ora di pranzo e dopo esserci rifocillati iniziamo a prepararci per andare a messa. Fra un paio di giorni sarà la festa del patrono della chiesa e questo vuol dire una sola cosa. Ancora più umanità presente all’interno di una microscopica struttura e quel che è peggio il coro.

Sebbene vadano rispettati, perchè comunque è l’impegno ciò che conta, mai vi fu più coro stonato. Tremavano anche le lenti degli occhiali e pareva che non cantassero nemmeno tutti quanti la stessa canzone.  E’ da apprezzare il fatto che ci abbiano provato, perchè credo che anche loro fossero a conoscenza dei loro limiti.

Anche perchè quest’anno non ci potrà essere nessun tipo di processione o altra attività che richieda un seppur minimo assemblamento. Inoltre, poichè non sarà possibile benedire le case quest’anno, il prete ci consegna delle ampolline di acqua santa così ce le benediamo da soli. Ci arrangiamo come possiamo.

Dopo la messa andiamo a farci una passeggiata in città e dopo un paio d’ore nuovamente a casa. Non riesco ancora a stare molto fuori a causa del mal di schiena. Quindi, per evitare di sforzarla troppo, abbiamo deciso di smontare il tubo sotto il lavello del bagno perchè si era intasato.

Com’è andata a finire? Abbiamo deciso di chiamare un idraulico che è meglio. Comunque il lavello funziona, credo che qualche pezzo ormai abbia fatto il suo corso perchè anche se perfettamente sigillato (secondo me) continua a perdere qualche goccia. E’ il prezzo che si paga comprando cose economiche. Ma adesso che ci penso, non è uno di quei lavelli che si comprano negli appositi centri commerciali.

E poi si domandano come mai realtà come quelle hanno finito per regnare su altre.

Dopo cena mi faccio una partitella al mio gioco per pc e poi vado a letto, domani sarà nuovamente lunedì e non apprezzo per niente il lunedì. Un abbraccio a tutti se posso, a domani se Dio vuole.


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