E ci risiamo, chiusi perchè “rossi”

Ebbene si! Ieri ho preparato il negozio per rimanere chiuso a tempo indeterminato. Questo perchè la mia regione ha cambiato colore e la mia attività commerciale è considerata superflua. E’ stata una giornata abbastanza lunga e triste ho avuto un solo cliente.

Cercherò di fare un po di chiarezza in maniera grossolana perchè so che il blog è tradotto in più lingue e molti dei miei lettori non italiani potrebbero non capire quanto ho scritto non sapendo come è gestita la situazione qui. In breve, con la seconda ondata, l’Italia è stata suddivisa in tre zone identificabili tramite un colore.

Tali colori sono il giallo, l’arancione ed il rosso anche se in realtà mi pare che sia prevista anche una zona verde ma non ha molta rilevanza in quanto vuol dire che non vengono applicate restrizioni. La zona con meno limiti è quella gialla, poi c’è l’arancione ed in fine la rossa. La severità dei provvedimenti cresce con il peggioramento della situazione in quelle specifiche zone.

Le zone sono sempre relative ad un’intera regione e cambiano in base all’incrocio di più di una ventina di fattori. La zona rossa, non è un lockdown completo perchè alcune attività commerciali considerate importanti come chi vende alimenti e chi taglia i capelli rimangono aperte. Alcune attività considerate superflue, accessorie o pericolose per gli assembramenti di persone devono chiudere temporaneamente.

Non farò un discorso politico perchè non si fa politica su questo sito. Chi sono io per giudicare questi provvedimenti? Che cosa avrei fatto io al posto loro? Per tale motivo non affermo che poteva essere previsto un protocollo a casa per curare gli ammalati evitando di congestionare gli ospedali. E mi asterrò dal credere che sarebbe bastato mettere in quarantena solo i malati, le persone con più patologie, i deboli e gli anziani come è anche logico fare per una quarantena senza che il mondo intero si fermi.

Eviterò di credere anche che sarebbe stato sufficiente uno sforzo comune mondiale che non tenga conto della diversa storia e delle diverse opinioni pubbliche nelle varie nazioni.

C’è anche chi dice che una quarantena seria, è quella in cui si sta per quaranta giorni chiusi in casa senza avere la possibilità di fare la spesa, con l’esercito che porta di casa in casa il cibo. Sinceramente non sono in grado di esprimere un giudizio, credo che tutto sia opinabile, che ogni decisione abbia risvolti positivi e negativi molte volte anche inattesi ed imprevedibili.

Credo comunque di avere il diritto di essere triste a causa delle persone che stanno male, per quelle che non ce l’hanno fatta e per quelle che non ce la faranno sia per colpa della malattia (di tutte le malattie), che a causa della crisi economica.

Nel mio paese, per il momento le cure disponibili a tutti sono buone ma mi domando cosa succederà quando finiranno i soldi e cosa succederà anche nel resto del mondo. Rivolgo il mio pensiero a quei paesi in cui le cure a pagamento sono le uniche possibili. Chi ne avrà bisogno sarà condannato a morire perchè la pandemia ha concorso a togliergli i soldi per potersele permettere?

Eh già amici miei, sebbene in questo momento possa sembrare così tanto difficile da credere, nel mondo purtroppo si muore anche di stenti. In alcune parti del mondo, soprattutto di stenti. Viviamo in un ambiente che crediamo di aver padroneggiato e che ci dimostra di tanto in tanto con inondazioni ed altri disastri che non è così.

Certe cose sono talmente note all’umanità che sono stati scritti penso migliaia di libri ed addirittura sono state create delle figure che io ritengo metaforiche. I cavalieri dell’apocalisse guerra, carestia, pestilenza e morte ne sono un esempio.

Tutto sommato si tira avanti e cerco di sforzarmi di essere positivo ma è l’incertezza che mi sta distruggendo il morale e non solo quello. Quanto durerà la pandemia? Quanti lockdown ci saranno? Per quanto tempo dovrò rimanere chiuso? Come farò a pagare le tasse, il cibo e le bollette? E la domanda più irrazionale di tutti: Perchè?

Certo, se uno dovesse pensare a tutte le eventualità vivrebbe nel terrore. Un meteorite, un terremoto, una pandemia o una guerra. Tutte cose che nei giorni normali quasi dimentichiamo e che ci sembrano così lontane. Eppure accadono tutti i giorni nel mondo e sarà molto difficile che le cose cambino.

Capisco che le mie preoccupazioni, se viste dall’alto possano sembrare meschine a chi non deve pagare un affitto pur rimanendo chiuso. Immagino che il mio atteggiamento potrà sembrare infantile per chi riceve e riceverà sempre uno stipendio fisso. Ma io sono solo un essere umano ed in quanto tale, devo vivere la mia vita con i piedi ben piantati per terra.

Sarò contagiato anche io o uno dei miei cari? Come reagiranno i nostri organismi all’eventuale malattia? Siamo sicuri che, nel caso in cui io debba essere operato a causa di una malattia diversa, io non venga contagiato proprio in ospedale? Ed a quel punto, se dovesse succedere cosa ne sarà di me o di un altro (non fa differenza)? Ho già perso (o abbiamo perso) già tutto il lavoro che ho svolto in un decennio di sacrifici?

Perchè ho la sensazione che l’unica cosa che si sia amplificata è la disparità, l’insensibilità e l’ipocrisia?

Mi è stato consigliato di non stare a pensarci troppo, forse io lo posso ancora fare (per il momento). Ma chi ha realmente bisogno perchè non ha i soldi per mangiare, come farà ad ottenebrare le proprie perplessità con i morsi della fame?

Magari è solo una mia sensazione, ma percepisco una certa ansia ed una crescente preoccupazione in me e negli altri.


9 commenti su “E ci risiamo, chiusi perchè “rossi””

Rispondi