Eh vabbè, che sarà mai?

Tempo fa ed incidentalmente, in un altro articolo ho spiegato che cosa penso di valori come la compassione, l’intelligenza e la cultura. Sarà forse per questo motivo che ieri sera ho fatto un sogno strano. Se vi interessa ve lo racconto di seguito.

Una coppia di persone che chiameremo Giacomino e Genoveffa, si erano recati in uno dei migliori ospedali della regione per ritirare l’esito di una biopsia per sospetta problematica di natura oncologica. Raggiunto il cubo, Giacomino viene fermato da una donna avvolta da apposita tuta polimerica, di quelle che si usano nei reparti di malattie infettive per intenderci.

Questa persona aveva puntato il povero Giacomino già da lontano ed appena questo giunge sulla soglia dell’ingresso, lo avvisa che può entrare solo la persona direttamente interessata, ovvero la sua compagna Genoveffa. Non gli chiese se egli fosse una persona direttamente interessata a fare una visita, immediatamente, formulò l’ipotesi rivelatasi corretta che Giacomino volesse accompagnare la sua compagna dentro l’ospedale.

Ed aveva ragione naturalmente, probabilmente perché avendolo puntato da lontano, aveva visto che camminavano mano nella mano. I due la pregano di farli entrare entrambi perché essendo Genoveffa invalida e già malata di un’altra brutta forma di cancro, Giacomino avrebbe voluto poter parlare con i medici per meglio prendersi cura di lei al momento della consegna dei risultati dell’esame dal momento che vivevano insieme.

Non si sarebbe mai perdonato di non aver preso tutte le precauzioni necessarie per assicurare tutte le migliori cure possibili nella quotidianità alla sua compagna.

La donna di guardia all’ingresso, irremovibile, spiega ai due che loro hanno ricevuto ordini tassativi di non far entrare accompagnatori. Genoveffa, già reduce da un passato intervento chirurgico per motivi oncologici, le dice che è spaventata a morte e che avrebbe voluto che io  ci fossi ma riceve la seguente risposta:

“Eh vabbè che sarà mai, si tratta solo di un risultato, vedrà che andrà tutto bene.”

A questo punto con un certo disappunto Giacomino volge le spalle allontanandosi dall’ingresso. Dice a se stesso che è giusto così e si persuade che tutte le difficoltà e le possibili conseguenze negative dovute al fatto di non aver avuto la possibilità di parlare con un medico, servono alla fine per proteggere qualcuno, anche se sconosciuto. A dire il vero, Giacomino si sente anche parecchio in colpa.

Con il cuore in gola aspetta fuori dalla struttura Giacomino. Rimane seduto ed immobile con lo sguardo perso nel vuoto su una panchina fino a quando riceve la chiamata di Genoveffa che lo attendeva di fronte all’uscita. Dalla voce Giacomino si accorse subito che era nervosa ed infatti lei non aveva ricevuto una buona notizia.

I due pagano il biglietto del parcheggio prima di mettersi in macchina. Uscendo dal parcheggio si rendono conto che la barra divisoria dell’uscita del parcheggio è spalancata e quindi tutti entrano ed escono come vogliono. Forse sarà stato per questo motivo che a Genoveffa viene in mente che nella sala d’attesa, quella dove non potevano stare gli accompagnatori, vi era una coppia mano nella mano a cui, diversamente, era stato permesso di entrare.

La vecchia coppia che ne ha viste tante, contrariamente a quello che sarebbe comprensibile, decide di andare a prendere un bel gelato. Non c’è niente da festeggiare ma è una forma di reazione immagino. Niente da fare, non si trovano gelatai aperti. A questo punto, Giacomino vorrebbe lasciarsi andare ad un bicchiere di martini per distendere i nervi ma non si può fare nemmeno questo, è già troppo tardi.

Alla coppia non resta che tornare a casa consapevoli del fatto che c’è chi sta peggio e chi sta meglio. Consapevoli del fatto che non sono poi così importanti nella loro individualità.

Che strano sogno che ho fatto o forse si è trattato di un incubo.


8 commenti su “Eh vabbè, che sarà mai?”

  1. Dubito molto che sia un sogno. Qualcosa del genere lo sto vivendo anch’io o a proposito di una visita per sospetta ischemia in aggravamento. Vedrò come andrà a finire. Non bene per il medico se solo mi osteggiasse o mi mandasse dove non ho fiato per arrivare. A differenza di Giacomino, infatti, io so mostrare i denti, Nulla cambia, mi creda, anche se quelli della dentiera! Cordialità, Vitaliano.

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