Il valore della libertà secondo me

Cari amici oggi mi sono messo in testa di fare una riflessione sulla libertà. Si tratta di un argomento di discussione che ha impegnato veramente un gran numero di menti umane nel corso di migliaia di anni e sono convinto che ancora per molto tempo li impegnerà. Uno dei motivi per i quali io credo che questo sia un argomento che non avrà mai fine è il fatto che sia relativo ad una caratteristica molto particolare dell’essere umano.

Poiché la nostra natura limitata ci rende incapaci di concentrarci sull’insieme di tutto quello che ci circonda, abbiamo la tendenza a creare delle sotto unità più piccole e ben definite che ci rendano la vita più facile. Ne è un chiaro esempio l’uso della parola per definire qualcosa o qualcuno.

Nello stesso momento in cui noi pronunciamo la parola dito, sappiamo benissimo che si tratta di una sotto unità della mano, che è una sotto unità del corpo, che è una sotto unità di una specie che è una sotto unità di una tassonomia, che è una sotto unità di un qualcosa di molto grande chiamato universo. Eppure, siamo composti dalle stesse micro unità di base.

Di fatto dare un nome alla libertà in qualche modo serve a dividerla dal resto dell’universo fornendogli dei limiti con cui la parola stessa sarebbe in antitesi. Nonostante ciò, è comunque inevitabile dare un nome alle cose perché siamo esseri limitati ed abbiamo bisogno di inserire in un contesto un qualcosa per concentrarci su di esso. L’umanità stessa, non avrebbe mai potuto progredire se non fosse stato per la scrittura e per lo studio. Entrambi richiedono una disciplina e quindi una limitazione della libertà.


Simili ragionamenti, hanno portato molti esseri umani a credere che la libertà non esista e che sia solo uno stato mentale. Ma anche in quel caso, se sono costretto a limitare la mia libertà ai miei sogni, non sono veramente libero e non combinerò mai niente nella vita perché vivrei solo di sogni e speranze. Una delle cose che la natura ci ha insegnato veramente, al di la di facili filosofi che scrivono libri allo scopo di guadagnare soldi, è che nella vita ci vuole equilibrio.

La libertà non può esistere senza l’assenza di libertà ed entrambe le cose sono necessarie. Questa caratteristica, è comune a tutte le cose e semplicemente non la possiamo evitare. Una vita piena di doveri e disciplina non sarà mai vissuta a pieno ed una vita piena di libertà semplicemente non è possibile e sarà sempre meno probabile con l’aumentare della complessità sociale della nostra specie.

A volte ci comportiamo come se noi avessimo tutto il tempo del mondo a nostra disposizione. Rimandiamo e deroghiamo attimi preziosi di vita come se fossimo immortali e come se dovessimo vivere in eterno con lo stesso vigore di quando eravamo giovani. Se è vero che un errore è qualcosa di cui ci pentiremo in futuro, questo tipo di atteggiamento non può essere altro che un errore.

Le persone più felici a questa terra e che hanno anche i migliori risultati sono quelle che riescono a capire che ci vuole la libertà e ci vuole la disciplina. Per il momento mi astengo dal menzionare la parola schiavitù in qualità di antagonista perché ne parlerò in un altro articolo. Nel frattempo però cerchiamo di definire bene che cosa si intende per libertà da un punto di vista etimologico della parola.


Etimologia della parola libertà

Se ci concentriamo sul significato etimologico della parola libertà in molte lingue, ci renderemo conto che è un pò diverso da ciò che immaginiamo. E’ possibile che la differenza fra i vari significati, sia da imputare al fatto che ogni cultura ha una sua visione in merito.

Attualmente la parola libertà ha acquisito la connotazione di assenza da costrizioni ma non è sempre stato questo il suo significato. Questa è una parola archetipica e sebbene sia di uso comune, non è facile reperirne il significato in modo chiaro ed univoco.

Se analizziamo infatti la parola liberi, in latino si potrebbe tradurre con la parola figli e quindi metaforicamente come un dono d’amore incondizionato. Altre parole simili in latino sono il libare, ovvero qualcosa che ci da piacere e ci rende felici. In tedesco la parola liberà è molto simile alla parola pace ma si tratta ovviamente di pure speculazioni.

L’abuso di libertà

Spiegata in questo modo la cosa appare troppo fluida per avere una definizione chiara ma possiamo ricorrere comunque ad un trucco per capire meglio. Sebbene il contrario di libertà sia costrizione, alcuni filosofi ritengono che in realtà sia la parola cattiveria quella in antitesi.

Descrivono la libertà come una lotta contro la cattiveria di qualcuno che vuole rubare le redini della nostra vita. E’ importante capire bene questo concetto. Perché per esserci una vera assenza di libertà, secondo questa interpretazione, non è sufficiente perdere le redini della propria vita ma chi ce le ruba, deve avere dei fini malvagi.

Singolare l’uso del chi e non del cosa, perché si può parlare di assenza di libertà quando qualcuno ci vincola con delle catene ma non si può parlare di assenza di libertà quando rimaniamo accidentalmente chiusi dentro una caverna per un disastro naturale.

Se questa interpretazione fosse corretta, chiunque utilizzi questa parola riferendosi ad un’entità con intenzioni buone o ad un evento fortuito, abuserebbe di questo termine. Vi è anche un altro fattore molto importante da considerare.

Fino a dove arriva la libertà

Il concetto di libertà assoluta ci espone ad una serie di contraddizioni. Essere liberi di mangiare troppi dolci quando si ha il diabete ed essere liberi di non curarsi può essere considerata libertà? Certamente si, perché coinvolge la vita ed il desiderio del soggetto.


Tuttavia, con l’infittirsi delle relazioni umane e l’aumentare della complessità nella società, anche questo atto potrebbe essere visto come un egoistico esercizio del proprio diritto a discapito del diritto di libertà degli altri. La persona che si sente male perché non si sa limitare fa del male ai propri cari e comunque viene curato da un sistema sanitario che utilizza le risorse di tutti.

Potrebbe emergere quindi un conflitto fra due o più interpretazioni. Ne è un chiaro esempio l’interpretazione di libertà di alcuni guru indiani i quali insegnano ai propri adepti che è bene essere liberi di fare qualsiasi cosa si voglia purché non si faccia del male agli altri. Incoraggiando il rapporto con il prossimo, ridicolizzano la tendenza di altri orientali ad isolarsi dalla società per evitare che l’esercizio delle proprie libertà possa nuocere (anche se indirettamente a qualcuno).

Entrambe le interpretazioni, che in questo caso prendiamo solo ad esempio e non a modello, sacrificano qualcosa della natura umana e quindi privano l’individuo dell’opportunità di vivere a pieno la vita. In effetti, qualcuno potrebbe sostenere, che non vi può essere libertà per un individuo se almeno un altro non si sacrifica per quest’ultimo e questa cosa è incredibilmente vicina alla definizione cristiana di amore.

Non è un concetto così alieno dalla realtà se ci pensiamo bene, di fatto, chi di noi è un pò più libero rispetto agli altri sulla terra, lo deve principalmente ai diritti che altre persone hanno guadagnato con il loro sacrificio. Ed è buffo che quando noi esercitiamo gli stessi diritti che abbiamo ereditato, non lo facciamo in realtà per onorare il loro sacrificio ma per portare avanti una nostra necessità egoistica.

La differenza fra la libertà e l’indifferenza

Nel mondo in cui viviamo oggi, è facile confondere la libertà con l’indifferenza. Come ho scritto anche prima, chi si sacrifica per la nostra libertà non viene quasi mai apprezzato e riconosciuto. Si tratta di un dato di fatto che quasi tutti gli esseri umani comprendono, ed è proprio per questo che la conquista della libertà quasi mai è stata fatta per il bene degli altri ma per una forma di egoistica necessità.

Prendiamo ad esempio le rivoluzioni e la modernità, grazie al cielo ci hanno fornito un ampio spettro di libertà che prima di allora erano considerate impossibili. Dobbiamo essere grati a coloro i quali si sono sacrificati per questi valori. Ma siamo sicuri che ogni singolo individuo che abbia partecipato al movimento, lo abbia fatto perché credeva che fosse un modo per far progredire socialmente l’umanità?

Non è forse vero, che la maggior parte delle rivoluzioni ha avuto luogo per il malcontento e per la fame? Siamo sicuri che tutti gli attori protagonisti abbiano avuto in mente sin dal primo momento il fatto che stavano cambiando la storia non per loro stessi o per le loro famiglie ma per il bene dell’umanità e quindi anche per il bene di persone che non conosceranno mai e che non sapranno mai della loro esistenza?

La vita è diversa dai film di Hollywood e ben presto le persone si rendono conto che quasi mai c’è un lieto fine quando qualcuno si sacrifica per gli altri. Questo atteggiamento, apre le porte a coloro i quali che, per mancanza di empatia e compassione, semplicemente preferiscono la non azione all’azione. Siamo sicuri che queste persone, capaci solo di muoversi per i propri interessi e mai per gli altri, rappresentino il meglio che l’umanità può offrire?

La differenza fra libertà e libertinaggio

I libertini sostanzialmente erano degli schiavi affrancati. Si trattava per lo più di persone che avevano vissuto gran parte della loro vita in schiavitù ed in totale assenza di libertà fino al momento in cui, per qualche motivo, sono stati liberati. Questa modifica del loro status, dava a loro la possibilità di esplorare cose che prima di quel momento gli erano state precluse.

Il libertino quindi, non essendo abituato alla libertà, non ne poteva comprendere i limiti perché era come un povero che si trovava da un giorno all’altro ad essere ricchissimo o come un assetato che, dopo aver attraversato il deserto per una vita, si ritrovava con acqua fresca in abbondanza.

Coloro i quali sono privati della libertà, una volta ottenuta tendono ad esagerare riuscendo a pensare solo a loro stessi e di solito manifestano una totale assenza di rispetto per gli altri. Ciò che interessa ad un libertino in questo frangente è unicamente l’egoistica manifestazione della propria libertà.

Di fatto, la più grande differenza fra la libertà ed il libertinaggio è proprio il fatto che nel primo caso la persona manifesta la propria libertà nel rispetto degli altri. Nel secondo caso invece, il libertino tende a non curarsi delle esigenze degli altri e delle ripercussioni che può avere la manifestazione della propria libertà proprio perché non è abituato ad esercitarla e quindi non è stato educato dalla vita al fatto che la propria libertà si deve fermare necessariamente dove inizia quella altrui.

Una persona libertina si riconosce subito da una persona libera perché tende ad essere estremamente egoista ed ipocrita. Non ha alcun rispetto per la libertà degli altri e quando gli viene preclusa la propria, indipendentemente dalla fondatezza della motivazione, ha la tendenza ad esercitare la propria libertà come se fosse una specie di reazione o vendetta per eventuali limiti imposti dagli altri e dalla società.

Pensare che si possa egoisticamente fare tutto anche a discapito degli altri e senza pensare alle conseguenze, fa parte dell’ipocrisia della persona libertina.

Riassumendo in breve

A questo punto ritengo che sembri piuttosto chiaro che esercitare la propria libertà voglia dire non permettere a nessuno con intenzioni malvagie di prendere le redini della nostra vita facendo attenzione al rispetto della sensibilità e della libertà altrui. Ci vuole una forte dose di altruismo, empatia ed educazione per esercitare in modo sano il concetto di libertà.


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