Si può morire per amore?

Sebbene sembri impossibile, morire a causa di un forte stress prolungato nel tempo è possibile. Le pene di amore certamente entrano a pieno diritto in questa definizione. Naturalmente non stiamo parlando di scelte consapevoli che comunque andrebbero evitate ma di vere e proprie patologie e reazioni che il nostro corpo potrebbe avere in quella situazione.

L’aspetto naturale dell’individuo

Prima di ogni cosa, bisogna tenere ben presente cosa provoca lo stress in ambito emotivo ed amoroso. Ritengo che sia un aspetto molto importante e che vada messo sopra ogni cosa. Dobbiamo capire che ogni creatura nel mondo si è evoluta con determinate caratteristiche.

I cani non hanno problemi ad avere più partner, il lupo ed il falco ne hanno uno solo per tutta la vita, i maschi dei leoni addirittura hanno un harem oppure non hanno niente.


Se si vede la cosa da questo punto di vista, non è per nulla strano considerare il fatto che possano nascere dei conflitti e delle situazioni di stress. Questo status è certamente favorito da una capacità di pensiero più articolata che da un punto di vista macroscopico genera delle convenzioni sociali e da un punto di vista microscopico può causare dei conflitti.

Una giraffa non soffre forse quando viene battuta durante il periodo dell’accoppiamento? Il problema si infittisce perché comunque gli esseri umani normalmente hanno una memoria molto più sofisticata degli altri animali ed una capacità di astrarre molto progredita.

Sebbene non sia vero in tutti i casi, l’essere umano è capace di portare rancore e rimuginare molto più delle altre specie che popolano la terra e quindi finisce spesso per tormentarsi anche più del necessario. Tanto più una persona è attenta ai particolari, tanto più è capace di elaborarli formulando delle ipotesi, tanto più avrà memoria e capacità di ragionamento e tanto più soffrirà.

Questa caratteristica è stata spiegata da filosofi e poeti di tutti i tempi in modo più prolisso ma a volte anche in modo più sintetico. La frase “soffre più chi è intelligente” ne è un chiaro esempio. Inoltre, vi sono anche degli studi a riguardo che affermano che esiste effettivamente una correlazione fra l’intelligenza e l’ansia.

La Lakehead University ha ospitato una ricerca condotta dallo psicologo dell’Ontario Alexander Penney il quale è giunto alla conclusione che l’ansia e intelligenza (verbale) vanno di pari passo. Detto altrimenti: le persone più capaci di articolare pensieri ed espressioni hanno una tendenza maggiore a preoccuparsi, a rimuginare sugli eventi passati o a pensare ossessivamente a quelli futuri.

C’è da dire anche che questo non è l’unico studio sull’argomento ma vorrei evitare di far diventare questo paragrafo troppo lungo. Vi basti sapere che una persona su sette soffre di ansia e quindi possiamo dire che nel mondo non siamo poi tutti così messi male ad intelligenza.

L’aspetto sociale ed educativo

Gli esseri umani hanno bisogno di relazioni. Ognuno vorrebbe essere libero di fare quello che vuole, gli altri dovrebbero stare buoni e zitti ed anche quando questo avviene, vorremmo che non soffrissero perchè da noia alla nostra coscienza.

La complessità dell’animo umano ha anch’essa avuto un ruolo determinante nella comparsa di determinate convenzioni sociali che servano a dare ordine li dove vi è il caos più totale. Noi non siamo liberi come una zebra che corre nella savana proprio perché abbiamo deciso di stabilire un ordine che ci aiuti a vivere in pace e sicurezza.

Non tutte le culture la pensano allo stesso modo in merito all’amore. Ci sono culture strettamente monogame, altre poligame che privilegiano un determinato genere ed altre completamente poligame. Si pensi alla differenza che vi è fra la cultura degli eschimesi che offrono all’ospite la moglie ed altre culture più legate alle religioni che sono decisamente più inibite.

La scelta del partner agli albori della società era gestita molto spesso interamente da un processo codificato e ben preciso a cui normalmente non ci si poteva sottrarre. Nel corso degli anni queste abitudini sono cambiate e la civilizzazione ci ha fatto apprezzare libertà che erano impensabili un paio di generazioni precedenti alle nostre.

La convenzione del matrimonio è la più classica espressione di una società che cerca di fare ordine nel caos. Non dimentichiamoci che le religioni sono il primo tentativo di dare ordine ad un popolo che doveva essere governato ed è interessante notare che tale consuetudine si è mantenuta anche negli stati che si professano laici. Nella mia nazione per esempio, ci si può sposare in chiesa o in comune e si è vincolati dai medesimi obblighi.


L’umanità in generale non ha mai trovato pace nei legami amorosi perché ha la tendenza a creare delle sovrastrutture che ne limitano il naturale svolgimento. Si pensi a quante persone in alcune nazioni continuano a vivere con il proprio consorte imposto pur non amandolo o amando un’altra persona. Si pensi a quante persone invece si sono sposate più volte o non si sono sposate affatto.

Ciò accade perché normalmente l’essere umano ha la tendenza ad essere egocentrico ed egoista. Diventa importante solo quello che proviamo noi e ci troviamo spesso a fare la cosa sbagliata perché è quello che ci si aspetta da noi. Il mondo sarebbe molto diverso se trattassimo gli altri come vorremmo essere trattati noi nella loro situazione.

Vi è in generale una diseducazione nel concetto di libertà che si confonde spesso con i concetto di libertinaggio. La libertà è un valore importante ma viene visto solo come un diritto e non come un dovere. La libertà andrebbe sempre esercitata in modo consapevole, compassionevole e responsabile.

Ma poiché agli esseri umani non importa niente del prossimo in generale questo non avviene mai. Vi sembra una cosa esagerata ed assurda? Provate a chiedervi perché soffrite di più per la perdita di una persona a voi cara piuttosto che per la perdita di qualcuno che non conoscete. Non dovrebbero colpire la vostra sensibilità nello stesso modo? Rifletteteci e quando il criceto si è fermato mi lasciate un commento.

Sembra quindi particolarmente chiaro come questo genere di convenzioni rapportate alla natura umana ed anche all’aspetto sentimentale, possano essere fonti di stress prolungato nel tempo e qui interviene la nostra psicologia.

L’aspetto psicologico

Sebbene sembri qualcosa di inaudito, i patemi dell’animo umano sono sempre stati sottovalutati o travisati nel passato. Soltanto l’era moderna ha visto affacciarsi scienze e scienziati che si adoperano per capire i misteri della mente e come questa può interagire con il nostro organismo sia in modo negativo che in modo positivo.

L’aspetto psicologico, neurologico e psichiatrico non dovrebbero in alcun modo essere trascurati perchè sono parte integrante dell’organismo umano ed è stato dimostrato che in determinate situazioni il cervello interviene in modo deciso ed insostituibile sia nell’equilibrio psicofisico che nel decorso di una determinata malattia.

Mente è corpo sono decisamente legati fra loro e non andrebbero visti come due entità separate perchè di fatto fanno parte del medesimo organismo vivente.

Che cosa succede e perché

Il nostro corpo si è evoluto in migliaia di anni per fare in modo di sopravvivere il più a lungo possibile. Quando siamo stressati per qualcosa, scattano in noi dei meccanismi del tutto involontari che sono finalizzati a proteggerci. Tali meccanismi sono gestiti dal sistema autonomo e coinvolgono una grande quantità di organi palesando alla fine o una reazione di fuga o un attacco.

L’attenzione per i dettagli aumenta per fare in modo che il soggetto riesca a scovare potenziali minacce. La memoria emotiva aumenta per evitare in futuro situazioni analoghe di pericolo. Il sistema cardio circolatorio si modifica in modo sostanziale. La frequenza cardiaca aumenta, i vasi si restringono, il sangue diventa più denso. ed aumenta la pressione sanguigna.

Si presume che ciò accade affinché gli arti siano pronti ad agire in modo efficace nel più breve tempo possibile e per limitare le emorragie in caso si venga feriti fisicamente. Qualsiasi altra attività non considerata vitale per quel breve lasso di tempo viene inibita: Il sistema immunitario, la capacità di assimilare gli elementi durante la digestione, il sistema riproduttivo ed il sistema endocrino che regola la quantità di glucosio nel sangue.

Il destino opposto viene riservato invece ai muscoli che risultano sempre tesi ed indolenziti, si tende a sudare di più, il sistema respiratorio si sovraccarica a causa della maggiore necessità di ossigeno (iperventilazione e criticità nei soggetti asmatici), il corpo si surriscalda e l’alto livello di cortisolo a lungo andare può portare a disturbi della memoria.

Questa è solo una minima parte degli stravolgimenti che possono avvenire nel nostro corpo in caso di stress e gli effetti di questa condizione nel medio e lungo periodo sono l’ansia, disturbi del sonno, depressione ed altri disturbi psicosomatici che andiamo a descrivere. Tutti questi sono interdipendenti fra loro ed anche uno solo di questi può causare gli altri.

I disturbi psicosomatici

Poichè la mente è connessa al resto del corpo “quasi sempre” le problematiche relative ad un accumulo di stress continuativo incidono senza alcun dubbio non solo sulla qualità della vita dell’individuo ma anche sulla quantità. Uno studio Australiano pubblicato su Molecular Psychiatry afferma che il rischio per i pazienti con disturbi dell’umore di sviluppare patologie aumenta fino al 32%.

Per non parlare del fatto che un buon decorso è senza dubbio legato anche allo stato d’animo del paziente. E’ una cosa che si sa ormai da tempo.  Le patologie più diffuse sono l’asma, disordini urinari, patologie cardiovascolari, ipercolesterolemia, esofagiti e gastroenteriti.

L’Ansia

L’ansia è uno status molto comune che affonda le proprie radici in un meccanismo del tutto naturale. Quando però diventa la regola e non l’eccezione può debilitare molto la salute psicofisica dell’individuo. Vivere costantemente nell’ansia vuol dire avere una qualità della vita pessima ed anche disturbi psicosomatici allo stomaco, emicranie, attacchi di panico e fatica cronica. Non è una situazione da sottovalutare ed andrebbe affrontata con l’ausilio di un professionista il prima possibile.

I Disturbi del sonno

Dormire bene è di importanza vitale per tutti. Il corpo ha bisogno di un determinato numero di ore e di una qualità del sonno di un certo tipo per rigenerarsi correttamente. Chi soffre di insonnia si sente stanco, affaticato e stressato. Il livello di tossine nel corpo aumenta così come aumentano le difficoltà a concentrarsi, i problemi metabolici e l’efficienza del sistema immunitario. La cosa che naturalmente desta più preoccupazione è il sensibile aumento di criticità cardiovascolari.

Diventa molto più difficile pensare in modo lucido, si registrano delle alterazioni nella memoria, lo stato d’animo diventa pessimo con la tendenza alla depressione ed all’irritabilità, si ha un ritardo nell’apprendimento e nei riflessi. Questi ultimi sono di fondamentale importanza per il corretto svolgimento delle attività quotidiane e può diventare estremamente pericoloso mettersi alla guida o lavorare con macchinari che necessitino di un certo grado di attenzione.

Inoltre non dormire a sufficienza potrebbe compromettere la funzionalità degli occhi, l’ossigenazione delle cellule ed è dimostrato che un corpo non riposato ha la tendenza ad accumulare grassi molto più facilmente.

La depressione

Sfortunatamente si tratta di un disturbo molto diffuso. Per diversi motivi si può cadere in depressione ed entrare in un circolo vizioso che rende la vita del malcapitato estremamente difficile. Secondo la World Health Organization, circa 800 000 persone si suicidano ogni anno. Avete letto bene, ottocentomila persone.

Esistono diversi tipi di depressione ma a noi in questo articolo interessano gli aspetti psicosomatici che sono: palpitazioni, vertigini, mal di testa, sudorazione eccessiva, crampi, pesantezza degli arti, mal di schiena, dolori muscolari, sintomatologie gastroenteriche, perdita di energia, senso di stanchezza e, naturalmente l’insonnia.

Da un punto di vista psicologico, se pensiamo di ridimensionare l’ambito al topic di questo articolo, questo succede perchè il soggetto è predisposto per diversi motivi oppure per una perdita di una persona che ha amato molto. Normalmente il processo depressivo in questi casi avviene anche prima della perdita perchè il soggetto depresso tende a fare pressioni sull’oggetto del suo amore il quale tende a scappare.

Siamo tutti esseri umani ed alla fine non è raro trovare qualcuno a cui non importi dei sentimenti degli altri ma che sia solo ed esclusivamente interessato ai propri. Alla fine la gente si vuole divertire e quindi un soggetto depresso, indipendentemente dal motivo che ha causato la depressione, tenderà a venire isolato. E’ come un cane che si morde la coda.

Se avete solo il sospetto di essere depressi rivolgetevi ad un medico. Solo un professionista potrà aiutarvi a superare le vostre problematiche e ricordate che la vostra vita vale di più della persona egoista ed egocentrica che avete idealizzato. Provate a fare del bene agli altri, del volontariato e comunque seguite le prescrizioni del medico, nelle dosi che vi dice il medico e con i tempi che vi dice il medico.

L’abuso di ansiolitici ed antidepressivi è una cosa molto pericolosa e come tutti gli abusi presto o tardi porta sempre a conseguenze spiacevoli. Secondo uno studio l’uso di antidepressivi è aumentato moltissimo ed ha seguito un andamento esponenziale. In parte questo è stato attribuito alla crisi economica ed alle pandemia ma c’è chi ipotizza che vi sia la tendenza a prescrivere troppo facilmente questi farmaci per evitare ripercussioni in caso di possibili gesti inconsulti dell’assistito.

Casualmente si è registrato nel tempo anche un aumento delle separazioni, una diminuzione delle nascite nei paesi più ricchi e dei matrimoni o legami stabili. C’è chi attribuisce questo alla crisi economica ed alla pandemia ma c’è chi ipotizza che ciò avviene perché la causa potrebbero essere questi farmaci in quanto con la modifica della percezione dei sentimenti, si modifica inevitabilmente ciò che noi percepiamo come amore.

Patologie cardiovascolari

Sin dall’antichità, tutti quanti gli stati di sofferenza emotiva, sono sempre stati legati al cuore. Non è un caso se quando una persona ha un patema d’animo ci si riferisce a questo status come problema di cuore. Naturalmente con l’avvento della scienza, si è capito che è un po più complicato di così perchè nel nostro organismo quotidianamente possiamo osservare ogni genere di sorprendente reazione chimica e fisica che ci mantiene in vita.

Si è appreso dunque che ogni cosa nel nostro organismo è collegata e che le interazioni non si limitano quasi mai ad una zona specifica. Quando questo equilibrio si rompe per qualche motivo ne soffriamo ed è necessario apportare tutte le correzioni necessarie (nel limite del possibile) per fare in modo che questa straordinaria macchina possa funzionare nel miglior modo e più a lungo possibile.

La cardiomiopatia da stress detta anche sindrome di Takotsubo o più semplicemente sindrome del cuore infranto esiste ed è una cosa reale. Sebbene la maggior parte delle persone possa essere portata a pensare che basti un sufficiente periodo di tempo per dimenticare qualsiasi tipo di affanno o stress a quanto pare non è così.

La parola Takotsubo rimanda alla mente un cesto utilizzato da alcuni pescatori giapponesi per pescare i polpi perché uno dei due ventricoli assume una forma che ne richiama le fattezze. Si tratta di una cardiomiopatia non ischemica e questo vuol dire che l’afflusso di sangue non nel miocardio non viene ostruito. Tale condizione potrebbe essere aggravata o causata in alcuni casi anche dall’uso di farmaci che aumentano i livelli plasmatici dell’adrenalina e noradrenalina.

Questa sindrome si presenta solo nel 2% della popolazione e per la stragrande maggioranza sembra colpire le donne. Tale situazione temporanea si verifica quando si registra un picco di adrenalina e noradrenalina che interferiscono nella funzionalità del ventricolo sinistro. Contestualmente si osserverebbe una vasocostrizione delle coronarie che ne altera l’afflusso sanguigno. Potrebbe insorgere per qualsiasi tipo di stress sia di tipo fisico che mentale e non è semplicissimo diagnosticarla.

La diagnosi di questa sindrome potrebbe essere particolarmente impegnativa e necessita di indagini mediche molto approfondite. Poichè si tratta di una situazione temporanea che ha comunque dei picchi, è arduo riuscire ad identificarla e come tutti gli altri status di sofferenza medica che riguardano il cuore non andrebbe presa sotto gamba. Le coronarie risultano normali ed il paziente lamenterebbe un senso di affanno improvviso e dolori al petto. Il quadro clinico sarebbe più grave naturalmente in pazienti affetti da asma, da altre cardiomiopatie, da altre patologie, soggetti fragili ed anziani e soggetti il cui organismo è stato posto sotto stress da un patogeno.

Non esistono attualmente cure conosciute per questa sindrome ma spesso vengono somministrati gli stessi farmaci per l’ischemia e l’infarto. Viene anche consigliato al paziente di evitare qualsiasi possibile fonte di stress e ci sono studiosi che insistono a sottolineare che non è un tipo di patologia da considerare con decorso necessariamente benigno. Infatti, il tasso di mortalità nella sua forma acuta e se non diagnosticata in tempo, è simile a quello dell’infarto e può presentare cronicità secondo uno studio pubblicato nel “New England Journal of Medicine – NEJM”.

Lo studio internazionale ha coinvolto ricercatori e professori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, la Mayo Clinic di Rochester, l’Università di Zurigo e l’Oxford University.

L’asma bronchiale

E’ un disagio immunologico non infettivo che sostanzialmente provoca dei broncospasmi e talvolta secrezioni che impediscono di fatto l’assimilazione normale dell’ossigeno da parte dell’organismo. Tutti gli studi che ho letto e che potete trovare anche su google, nonchè la mia esperienza personale confermano che senza ombra di dubbio l’aspetto psicologico è un elemento determinante ed importante.

Evitate quindi di far agitare un asmatico per il puro piacere di sapere che sta boccheggiando come un pesce fuor d’acqua.

Tutti sanno quindi che un attacco di ansia o altri problemi di tipo psicologico aumentano l’incidenza dei sintomi e quindi la pericolosità della malattia. La respirazione e l’ossigenazione è legata molto al sistema cardiocircolatorio perchè la mancanza di ossigeno può creare aritmia, tachicardia, insorgenza di infarti, aggravamenti di patologie cardiache e come abbiamo visto prima anche un ventricolo che a volte diventa della forma di un cestino per polpi.

La respirazione e la circolazione sono due cose importanti, critiche e vitali per la vita di una persona, non si scherza con queste cose. Chi ha problemi di questo tipo è meglio che stia lontano da ogni fonte di stress e che si curi seguendo alla lettera tutti quanti quelli che sono i consigli dei medici che li hanno in cura.

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità ci sono tra i 100 e 150 milioni di individui che soffrono di asma nel mondo. Ed ogni anno a causa di quest’ultima muoiono cica 180 mila persone. Inoltre il rischio aumenta notevolmente in caso di patologie cardiache più o meno psicosomatiche ed obesità. Che guarda caso, da un punto di vista statistico, a causa del proprio aspetto e della propria insicurezza, sono proprio gli obesi quelli che hanno più probabilità.

Molte altre patologie e criticità

Come già accennato in precedenza, lo stress scombussola l’organismo in modo decisamente reale e fattuale. Innumerevoli sono le patologie che possono collegarsi all’insorgenza di uno stress prolungato come anche sono evidenti tutte le criticità derivanti. Basta solo l’insorgenza di una sola di queste problematiche per alterare il delicato equilibrio dell’organismo, molte volte anche per sempre.

Ricordatevi che siamo un organismo vivente e che tutti gli elementi che lo compongono, hanno un nome diverso ma sono intimamente connessi fra loro. Non basterebbero mille di questi articoli per riportare in modo sintetico tutti gli studi che sono stati fatti in merito a questa problematica.

Una mia piccola riflessione

Nell’improbabile evenienza che questo monologo fosse indicizzato da Google, che lo abbiate trovato o che vi sia stato inviato, potrebbe essere che soffrite per amore o che state facendo soffrire qualcuno per amore.

Se state facendo soffrire qualcuno per amore:

Imparate a trattare gli altri come vorreste essere trattati voi stessi ed imparate che non esistete solo voi nel mondo e la vostra realtà.

Se invece state soffrendo per amore:

Imparate a trattare gli altri come vorreste essere trattati voi stessi ed imparate che non esistete solo voi nel mondo e la vostra realtà.

Siate sempre sinceri quando desiderate comunicare qualcosa e trattate gli altri con gentilezza.

La vita è amore, gioia, rispetto ed equità per tutti. Quando avrete compreso il vero significato di questa cosa, forse troverete la persona giusta e sarete felici. Non perdete mai la speranza e la voglia di amare il prossimo perchè amare è la cosa più bella del mondo.

Disclaimer

Questo è solo un articolo di un blog ed in nessun caso va considerato come un articolo con valenza scientifica e medica. Per serietà riteniamo opportuno che, poiché chi scrive non è un sanitario, tutti coloro che vogliano saperne di più sull’argomento per necessità o curiosità, dovrebbero rivolgersi solo ed esclusivamente a medici specializzati.

Fonti

– Bill V, El-Battrawy I, Schramm K, et al. Coincidental coronary artery disease impairs outcome in patients with takotsubo cardiomyopathy. QJM. 2017 Aug 1;110:483-488
– De Luca P, De Luca A, Sollazzo V, Manfrini A, Lancialonga T, Errico M, Ieva R, Vendemiale G. Cardiomiopatia Takotsubo: ambiti gestionali e protocolli operativi in medicina d’urgenza e in cardiologia. Ita J Em Med. 2016 Oct 28; 3
– Lyon AR, Bossone E, Schneider B, Sechtem U, Citro R, Underwood SR, Sheppard MN, Figtree GA, Parodi G, Akashi YJ, Ruschitzka F, Filippatos G, Mebazaa A, Omerovic E. Current state of knowledge on Takotsubo syndrome: a Position Statement from the Taskforce on Takotsubo Syndrome of the Heart Failure Association of the European Society of Cardiology. Eur J Heart Fail. 2016 Jan;18(1):8-27. doi: 10.1002/ejhf.424
– Napp LC, Cammann VL, Jaguszewski M, et al. Coexistence and outcome of coronary artery disease in Takotsubo syndrome. Eur Heart J. 2020 Sep 7;41(34):3255-3268
– Parodi G, Citro R, Bellandi B, et al. Tako-tsubo Italian Network (TIN). Tako-tsubo cardiomyopathy and coronary artery disease: a possible association. Coron Artery Dis. 2013;24:527-33


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