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La tarte aux pommes recette

Oggi c'è una ricorrenza che mi ha portato a ripensare ad un avvenimento che è successo tanto tempo fa in una strada in mezzo al nulla. Tuttavia, per farvi capire, ritengo necessario fare una piccola premessa. Poichè io sono un amante dei gatti, ne ho sempre avuti in casa. Principalmente preferisco i gatti neri, più o meno di razza Certosina.Penso infatti che il gatto nero sia uno dei più eleganti felini, somiglia a una pantera in miniatura.  E non credo affatto a nessuna delle supestizioni legate proprio al gatto nero. La penso come i Giapponesi per i quali il gatto nero è simbolo di fortuna e che dicono che averne uno in casa porti tanta prosperità. I miei amici e conoscenti sono al corrente di questa mia preferenza e quando una gattina nera di un   mio amico ebbe i cuccioli, questi  mi regalò un bellissimo gattino nero che io ho chiamato Romeo. 

La triste fine del mio gatto Romeo

In quel periodo, io avevo anche una femmina di pastore tedesco di nome Cindy. I due hanno fatto subito amicizia. Il mio cane, a causa del suo istinto materno, portava in giro il gattino come se fosse un suo cucciolo ed il gattino si divertiva a farsi trasportare in quel modo. Erano molto amici i due, Romeo era un gatto molto vivace, simpatico e non aveva paura di nulla. Passarono circa due mesi quando una mattina abbiamo sentito un urlo tremendo ed il nostro cane che abbaiava e piangeva.

Romeo non era affatto abituato a uscire in giardino da solo. Avevamo già pensato a come mettere il giardino in sicurezza per permettergli di uscire quando voleva e per il momento lo tenevamo in casa e lo facevo uscire con una pettorina e un giunzaglio, proprio perchè in attesa di finire i lavori non corresse rischi.

Quella mattina però aveva rotto la zanzariera di una finestra, era uscito in giardino e salito sul muretto di cinta era saltato nel giardino della casa accanto. Era un gattino molto curioso ed era felicissimo quando gli mettevo la pettorina per andare a fare una passeggiata.

Purtroppo però qui ha incontrato un boxer da cui si è lasciato prendere pensando di giocare come quando giocava  con la sua amica che guardava la scena inerme dall'altra parte del muro. Abbiamo scavalcato il muretto e quando glielo abbiamo tolto di bocca era ancora vivo. Ci siamo messi subito in macchina e dopo una corsa disperata dal veterinario, abbiamo dovuto solo constatarne la morte. Da quel giorno, il nostro cane ha sempre odiato il cane del vicino e non gli ha mai permesso di avvicinarsi al muro di cinta. Abbiamo dovuto chiudere con dei pannelli la parte del giardino che confinava con quello del cane perchè ci siamo accorti che il nostro cane soffriva anche solo a vederlo. 

Uno strano incontro in una landa desolata

All'epoca io lavoravo ancora come rappresentante, era un giovedì di inizio estate, erano passati solo quattro giorni dalla morte del mio gatto Romeo ed io guidavo la mia autovettura ripensando a ciò che era accaduto meno di una settimana prima. Improvvisamente, sul ciglio di una strada circondata solo dai campi di grano, ho visto una piccola cosa nera sul lato destro. Ho visto  che si trattava di un gattino tutto nero, mi ha ricordato Romeo. Ho accostato l'auto e mi sono avvicinata, convinta che sarebbe subito scappato, invece è rimasto li, immobile. Mi guardava ed era come se con i suoi occhi mi chiedesse aiuto.

L'ho preso e messo in auto. Era stremato. Sono andata quindi dal veterinario, il quale mi ha detto che era una gattina forse di un anno perchè aveva già cambiato i denti. Era denutrita da far paura, pesava solo 900 grammi, aveva la congiuntivite, la tigna, i vermi ed aveva perso anche un dente. Secondo il veterinario aveva poche probabilità di sopravvivere ma io non mi sono arresa ed ho deciso di prenderla con me. Appena siamo arrivate a casa, lei si è infilata sotto un mobile e non c'è stato modo di riuscire a toglierla da li. Le ho messo acqua e cibo vicino, ma al mattino dopo non aveva toccato ancora niente. Nella mattinata però, finalmente è uscita allo scoperto e sono riuscita a prenderla in braccio. Abbiamo iniziato a simministrarle le cure che ci aveva consigliato il veterinario per qualche tempo perchè non riusciva nemmeno a deglutire. L'abbiamo nutrita con una siringa per 3 giorni con del latte per gattini,  poi finalmente ha iniziato a mangiare da sola.

La vita con una gattina traumatizzata

Abbiamo formulato diverse ipotesi in merito alle motivazioni che la spingono alla diffidenza. Normalmente i gatti randagi sono notoriamente diffidenti nei confronti degli esseri umani. Tuttavia, alcuni indizi ci hanno portato a pensare che non fosse nata come una gatta randagia ma che fosse stata maltrattata e poi abbandonata sul ciglio della strada da qualcuno. Sebbene ci dimostri il suo affetto con le fusa, qualsiasi movimento o rumore la fa balzare via. Ci siamo soffermati anche ad ipotizzare che avesse dei problemi a livello mentale ma quando la doppiamo portare dal veterinario capisce subito che cosa sta succedendo. Il più delle volte sparisce sotto il letto e non è semplice convincerla ad uscire. Molte volte abbiamo dovuto posporre l'appuntamento con il veterinario a causa del fatto che era impossibile metterla nel trasportino. Quindi lei sa bene che cosa le accade intorno ed ha un'intelligenza incredibile.

Ci sono delle volte in cui la chiamiamo e viene come se si trattasse di un cane, altre volte quando fa qualcosa che non ci piace, come ad esempio graffiare il divano e le poltrone, è sufficiente chiamarla affinchè smetta ed adoperi il suo tiragraffi personale. A volte ci fa anche gli agguati ed i dispetti. Non c'è notte che lei non dorma nel letto con noi. Sono davvero contenta di averla presa con me. Chissà dove sarebbe a questo punto se non fossi passata io di la. Non ci voglio nemmeno pensare.

Adesso sono 7 anni che è con noi ed è diventata una vera bellezza. Le è rimasta però la paura ed infatti non esce quasi mai di casa. Anche quando và in giardino ci rimane per pochissimo tempo e basta che senta un cane abbaiare in lontananza e rientra subito, andandosi a nascondere  Quando viene qualcuno in visita a casa sparisce dalla circolazione e la rivediamo quando gli ospiti se ne vanno via. Deve sentire per casa una persona per tante volte perchè alla fine si faccia coraggio ed esca allo scoperto. In questo caso fà subito amicizia con la persona e quando questa ritorna a casa nostra non scappa più a nascondersi, anzi inizia a strofinarsi alle caviglie facendo le fusa e chiedendo coccole.

Non sopporta di vedere la sua ciotola vuota, infatti appena finisce di mangiare inizia a miagolare per assicurarsi che verrà riempita un'altra volta. Chissà quanta fame avrà patito. E quasiasi cosa riguardi anche un minimo cambiamento nel suo modo di vivere non lo accetta. 

Inpensabile portarla via di casa, per una gita o una vacanza. In tutti questi anni non ci siamo mai allontanati per diversi giorni da casa e quando è successo per non più di 3 o 4 giorni è sempre venuto qualcuno a casa a dare da  mangiare, cambiare la lettiera e giocare un pò con Cettina. Abbiamo provato a portarla con noi, anche per una semplice passeggiata vicino a casa, visto che abitiamo in campagna, ma appena varcato il cancello del giardino abbiamo dovuto riportarla indietro perche abbiamo visto che era terrorizzata. 

E abbiamo deciso da subito di mettere il giardino in sicurezza per evitare che la nostra gattina potesse finire nel giardino della casa accanto.

Le coincidenze della vita

Si chiama Trilly,che è stato il primo nome che mi è venuto in mente quando l'ho portata dal veterinario e questi gli ha compilato il suo librettino sanitario. ma ho iniziato a chiamarla Micetta, poi Cetta e infine Cettina. Ed è a questo nome che risponde adesso. Viaggio spesso per lavoro e vedo poveri gatti morti ai bordi delle strade, mi è accaduto raramente di vedere un gatto o un cane in posti isolati e quando questo è sucesso, mi sono sempre fermata ma loro sono subito scappati via. E avvertire i vigili è sempre stata una mia preoccupazione quando trovavo un animale che sembrava randagio, e sicuramente se si fosse lasciato avvicinare avrei preso con me.

  Ma per Cettina è stato diverso, quando la incontrai ho subito pensato che mi era stata mandata per riempire con il suo affetto, anche se solo in parte, il vuoto che mi ha lasciato la morte del povero micetto ucciso dal cane del vicino. Mi è parsa subito come una coincidenza troppo strana. Infatti accadde proprio 4 giorni dopo che lo avevo perso. E soprattutto ho sempre pensato che Cettina volesse venire con me, non appena mi ha visto.

Ogni volta che mi soffermo a guardare la mia gattina, ho come l'impressione che lei voglia ringraziarmi ogni giorno di averla salvata. Vorrei tanto poter salvare tutti quei poveri animali che persone senza scrupoli e senza cuore, abbandonano o maltrattano.

Gli anni passano, le cose cambiano.

Appena è arrivata a casa Cettina, le cose sono subito cambiate per il nostro pastore tedesco Cindy. Abbiamo dovuto tenerla divisa dal gatto e dalle zone dove stava per paura che potesse prendere qualche infezione. Quindi per una ventina di giorni non si sono mai viste.

La prima volta insieme non è stata molto promettente perchè il cane tutto felice, ha subito cercato di prenderla in bocca come faceva con Romeo ma Cettina era di tutt'altro avviso. Gli ha soffiato e cercato di graffiare lasciando parecchio confusa la nostra Cindy. Comunque piano piano,  almeno si sopportavano. Cioè era il gatto che sopportava il cane in quanto Cindy avrebbe sempre voluto giocare con lei. Ma Cettina non ci ha mai fatto veramente amicizia purtroppo. Quindi hanno finito per ignorarsi anche se vivevano nella stessa casa. Ma non si davano noia.

Purtroppo qualche anno fà Cindy è venuta a mancare per una malattia e dopo un pò abbiamo deciso di prendere un altro cane. Stavolta ci siamo orientati su un Jack Russell, una femmina che abbiamo chiamato Kira.  L'abbiamo presa che aveva due mesi e appena arrivata a casa,  Cettina non si è dimosterata molto socievole iniziando a soffiare come la vedeva avvicinarsi. 

Poi le cose sono migliorate, ma non molto. Il Jack Russell è notoriamente molto vivace e giocherellone, Cettina un pochino ci giocava, ma dopo poco si ritirava nei suoi posti preferiti. cercando in tutti i modi di evitare il cane.  Erano anche un poco gelosi l'una dell'altra. gelosi delle nostre attenzioni che dovevamo dividere equamente.  Quindi ogni tanto giocavano insieme, ogni tanto litigavano, ma non c'era molta amicizia fra le due.

Tutto questo è cambiato quasi improvvisamente.  Sono stata ricoverata in ospedale per una quindicina di giorni, quindi Kira e Cettina sono state lasciate diverse ore al giorno da sole. Molto probabilemte è stato in quel frangente che hanno fatto amicizia, spinte forse dalla solitudine. 

Ricordo la prima sera che ho dormito a casa dopo tornata dall'ospedale. Sono venute tutte e due sul letto, come hanno sempre fatto, perchè hanno sempre dormito con noi,  anche se una da una parte e l'altra dall'altra, ma sono rimasta veramente molto stupita quando ho visto Cettina che iniziava a lavare Kira come avrebbe fatto con un suo gattino. E tutto questo si rinnova tutte le sere. Adesso dormono vicine, quasi abbracciate e difficilmente capita che litigano, anche se il cane è sempre giocherellone e vivace e il gatto dopo un po si stanca. Ma hanno trovato una loro armonia e si rispettano a vicenda. Anzi è buffo ogni tanto vedere Cettina che fà gli agguati a Kira per giocare mentre prima cercava sempre di evitarla.

Gli animali, gatti o cani che siano, sono un completamento della nostra famiglia. Non potrei pensare di vivere senza.  Randagi o di razza, piccoli o grandi, ci danno tanta gioia e allegria e soprattutto tanto amore.


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// 2019-07-19 - 2019-07-19 // @ufopatx #divertissement #hobby #lamaison #cuisine #recettes

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