Etica nella sperimentazione animale secondo me


Da un punto di vista morale, quanto è giusto, se è giusto, ricorrere alla sperimentazione animale? Quali sono le implicazioni etiche di questa procedura che ha accompagnato la scienza per così tanto tempo? Se questo blog fosse famoso, so già che l’argomento susciterebbe un vespaio ma per il momento ho un certo margine e spazio di parlare di certi argomenti ed esprimere la mia opinione in merito.

Mi trovavo seduto di fronte alla scrivania quando ho letto una domanda che mi è stata posta da un amico via email. La domanda era pressappoco questa: che cosa ne pensi della sperimentazione animale per i vaccini? In effetti, sono l’ultima persona al mondo che possa fare un discorso su questo argomento e quindi la cosa mi ha preso alla sprovvista.

Gli ho risposto che secondo me, è una cosa molto triste. Volevo che la risposta non fosse faziosa ed ho evitato accuratamente di dare spiegazioni in merito a quello specifico pensiero. Infatti, lo sappiamo tutti che si tratta di una pratica triste ma siamo a favore o contrari?

Come spesso accade, quando mi soffermo per parecchio tempo su un argomento, cerco di scrivere un articolo per fare in modo che io possa chiarirmi le idee e per evitare che i miei preconcetti possano incidere sulle mie opinioni e sulle mie decisioni. Apprezzerei comunque qualsiasi commento che vogliate sottoporre alla mia attenzione.

Iniziamo a capire che cosa è stata e cosa è la sperimentazione animale in generale. Prima di tutto bisogna fare una differenza fra i vari tipi di sperimentazione animale. Perché esistono metodi più o meno invasivi. E’ possibile definire sperimentazione animale qualsiasi osservazione del comportamento animale. Di fatto anche gli esseri umani sono animali da un punto di vista biologico.

Precisamente, gli esseri umani sono organismi eucarioti, animali, vertebrati, mammiferi e primati. La classificazione tassonomica è più precisa ma ci fa capire la ragione per la quale, sono stati utilizzati ed in misura differente vengono utilizzati animali per la sperimentazione.


Da un punto di vista scientifico, utilizzare strutture cellulari simili, è l’unico modo per osservare una reazione di tipo biologico, patologico, farmacologico, fisiopatologico e biomedico. Non è difficile capire il motivo che ha spinto e spinge i ricercatori ad utilizzare gli animali. La domanda che mi è stata posta tuttavia ha una natura più etica che scientifica e può essere scritta in un altro modo.

E’ giusto usare, far soffrire ed uccidere determinate forme di vita a scopo di ricerca per salvarne altre più vicine a noi? La risposta sembrerebbe scontata perché vi sono altissime probabilità che una madre pur di curare o proteggere la prole, in parecchie specie di animali compresa la nostra, sarebbe disposta a tutto. Se ci pensate bene, in modo diverso, in natura per la prosecuzione della specie, vengono messi in atto meccanismi il cui esito finale è lo stesso.

Non dobbiamo però dimenticarci che esistono dei vaccini e delle cure anche per i nostri animali domestici. E questo ci fa vedere la cosa da una prospettiva diversa.

A questo punto, pare che la domanda prenda un’altra piega e si trasformi: E’ giusto sacrificare gli altri per i propri affetti e per la propria vita? Noi esseri umani siamo dotati di compassione ma è un sentimento che molte volte deve essere ricordato. Per motivi di evoluzione, noi siamo portati a soffrire di più per quelle entità che sono più vicine a noi. Quante persone muoiono nel mondo ogni giorno? Soffriamo ugualmente per ognuna di loro oppure poniamo particolare attenzione ai nostri affetti? La risposta è scontata.

Non ho mai sentito di qualcuno che si sia sacrificato per la vita di un criceto che non ha mai visto ma ho sentito di alcuni umani che si sono sacrificati, in modo più o meno cosciente per i propri animali domestici. E’ una cosa molto rara ma è accaduta.

Entra quindi in gioco un fattore determinante per la nostra opinione ovvero l’utilità come misura di una quantità. Ci sono persone convinte che le esigenze dei molti contino molto più di quelle dei pochi e che quindi il sacrificio dei pochi per un bene superiore debba necessariamente essere considerato come qualcosa di inevitabile. Nella storia ne abbiamo parecchie dimostrazioni ma non farò alcun esempio di questo tipo perchè entreremmo troppo in ambito economico e politico.

Quante entità biologiche animali sono state sacrificate per la cura e per la ricerca e quante ne hanno tratto giovamento? E se fossi io o un mio affetto a dover essere sacrificato in quel momento lo farei? Sarebbe giusto? Non dimentichiamo che la fase finale della sperimentazione, quella relativamente più sicura, viene ancora fatta sugli esseri umani. Ma in quel caso si da una scelta ai soggetti o, almeno questo è quello che ci auguriamo tutti.

Posso portare alla vostra attenzione un esempio pratico con i numeri per farvi capire il mio pensiero. Immaginiamo per un attimo di essere in un villaggio di contadini. Supponiamo quindi per ipotesi che ogni anno vengano prodotti 1000 chili di grano, sufficienti a dare da mangiare a 10 persone (i numeri sono esemplificativi, non hanno riscontro con la realtà). Nel nostro esempio, parte delle scorte, circa la metà è riservato a momenti di carestia, alla difesa del villaggio ed imprevisti di qualsiasi altro tipo.

Che cosa succede se queste persone diventano 30 e c’è un periodo di carestia ed incursioni esterne? La produttività aumenterebbe ma aumenterebbe anche il fabbisogno totale. Una logica di divisione equa imporrebbe che i chili di grano non fossero più suddivisi fra 10 persone ma fra 30 persone e questo modo di fare indebolirebbe i contadini che si ammalerebbero e non potrebbero più produrre il grano. In condizioni normali, mi sembra ovvio il destino del povero villaggio che si estinguerebbe.

La natura è molto chiara in questo caso, in alcune condizioni, quando le risorse non sono sufficienti a tutti quanti, sono gli individui più forti che se ne servono per proseguire nella continuità della specie. Non ha alcun senso da un punto di vista matematico, togliere a tutti quanti il fabbisogno basale di calorie e portare alla sofferenza ed alla morte tutti quanti nello stesso modo. Alcune specie preferiscono dare tutto il necessario ai pochi in previsione del futuro e quindi alcuni soggetti vengono sacrificati dalla selezione naturale.

Come è chiaro, anche in questo caso, vi sarebbero dei problemi che si ripercuotono nella nostra coscienza. Questa è una materia molto difficile e la maggior parte delle persone vuole una posizione netta, una specie di etichetta. Sarebbe ipocrita dire che chi è contrario alla sperimentazione animale sia un’ipocrita perché prima o poi ne trarrà giovamento. Si può dire che chi è a favore è anche questo un’ipocrita perché non si può negare la tristezza di questa pratica su animali innocenti che meritano di completare il loro ciclo vitale in pace.

Ci sono persone che sono convinte che gli esseri umani siano una sorta di estranei del grande cerchio della vita sul pianeta terrestre ma i fatti dicono che non è così. In un modo o nell’altro, ci siamo evoluti ed abbiamo fatto ricorso alle nostre potenzialità per emergere come predatori anche quando eravamo vittime. A causa del nostro intelletto siamo diventati la specie dominante e non si può dire certo ad una tigre che è cattiva se caccia una preda che vorrebbe continuare a vivere la sua vita.


Qualcuno potrebbe affermare che noi attualmente non abbiamo bisogno di coprirci con pelli di animali perché possiamo benissimo fabbricarne di sintetiche. Anche in questo caso, la fabbricazione di elementi sintetici porta ad un’ingerenza nell’equilibrio del pianeta terra perchè si tende ad inquinare ed a sfruttare le risorse del pianeta terra in modo industriale.

Cosa possiamo fare quindi se non accettare passivamente il mondo per com’è? In realtà c’è un modo ed in parte sorprendentemente sta già prendendo piede. Man mano che aumenta la cultura dei popoli, si fa sempre più strada la predisposizione di pretendere che le cose vengano fatte in un determinato modo. Il progresso scientifico lentamente si sta adattando a meccanismi che lo rendano più compatibile con la sensibilità umana crescente e con il mondo che ci circonda.

La soluzione secondo me non è smettere di consumare quello che ci viene offerto così da ostacolare i guadagni delle aziende che li producono o distribuiscono. Se siete stati genitori ed avete fatto sacrifici tutta la vita per fare studiare la vostra prole, mi sembra ovvio che i vostri figli che vogliono fare i ricercatori meritino di avere un salario anche loro.

Lentamente ma inesorabilmente, molte procedure che prima erano fatte sugli animali, vengono sostituite da simulazioni possibili grazie all’intelligenza artificiale. Lentamente trasferiremo la sperimentazione e la produzione da ciò che animato a ciò che è inanimato (almeno per il momento). Che io sappia, ci sono dei progetti per l’eliminazione totale della sperimentazione sugli esseri viventi ma necessitano di menti e risorse.

Non pensiate che reti di server tanto potenti da elaborare miliardi di simulazioni possano essere alimentati con una cyclette attaccata ad una dinamo o che i componenti possano essere biodegradabili (per il momento). E’ un processo lungo che richiede tempo ed impegno. A far evolvere l’umanità verso la conoscenza e l’ecosostenibilità non è certo la persona che scrive commenti su un social network. Sono persuaso che solo noi, nel pieno rispetto di quello che siamo e delle nostre potenzialità, dovremmo evolverci attivamente con la mente rivolta verso il futuro.

La vita a volte ci porta a pensare che ciò che possiamo raccogliere oggi sia egoisticamente più importante di ciò che raccoglieremo domani ma non è così. Non funziona in questo modo la natura. Ci sono insetti che vivono solo due giorni e passano la loro vita seppur breve con l’unico scopo di portare avanti la loro specie. Noi abbiamo la possibilità (si spera) di vivere molto di più e di trasmettere le nostre conoscenze sempre più complesse alle generazioni successive. E’ mia opinione quindi che solo con la mente rivolta verso il futuro, sui fatti e con razionalità potremo avere successo come specie.

NOTA BENE: Non è mia intenzione fare un discorso di tipo economico o politico. Non è mia intenzione e facoltà accusare o assolvere nessuno. Quindi il lettore che voglia utilizzare questo articolo come una forma di strumentalizzazione è fortemente diffidato dal farlo.

Per questioni di praticità, essendo questo articolo il risultato del mio pensiero personale, che può essere comunque condiviso, condivisibile o non condivisibile, sarebbe meglio che i vari pensieri vengano inseriti di seguito come commenti. Credo che sia il modo più pratico, rapido ed ordinato per affrontare un dibattito su questo articolo così com’è stato concepito ed esposto.

Vi ringrazio per essere arrivati a questo punto amici miei e spero che sia stato uno spunto di riflessione anche per voi.


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4 commenti su “Etica nella sperimentazione animale secondo me”

  1. Spero proprio che, come hai detto, la sperimentazione animale venga sostituita da simulazioni. Capisco il punto di vista dei ricercatori, sicuramente hanno salvato delle vite, ma non trovo giusto sacrificare degli animali che hanno lo stesso nostro diritto alla vita. Qui il discorso diventerebbe molto più esteso, visto che di animali ci nutriamo purtroppo e stragi vengono commesse non solo per l’alimentazione ma per le pellicce, o i corni o altri organi. Per adesso spero che chi sperimenta cerchi in tutti i modi di farli soffrire il meno possibile.

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  2. Non ho mai avuto niente in contrario sulla ricerca e sulla sperimentazione su volontari umani e su cavie, oggi abbiamo la tecnologia e si può sfruttarla al meglio magari facendo farmaci adatti alla propria fisiologia, al proprio DNA. Ci sono chip cerebrali che possono aiutare a vedere, sentire e a fermare le crisi epilettiche, si stanno facendo ricerche anche per il parkinson e Alzheimer, possono essere utilizzati anche per nuocere? Sicuramente si, purtroppo siamo umani e sta alla nostra sensibilità al nostro retaggio culturale stabilire se questi strumenti li si usa per fini atti a guarire o a distruggere.

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