Gatto d’Angora

Il gatto d’Angora, viene stimato da alcuni studiosi  come la razza  di gatti più antica del mondo. Questa specie è originaria della Turchia e più precisamente dalla città di Ankara, da cui deriva anche il suo nome in quanto nell’antichità Ankara veniva chiamata Angora.

Hanno iniziato ad arrivare in Europa si pensa intorno al XXVI secolo, quale omaggio alla nobiltà e ai reali, da parte di sultani turchi. Fabri de Peiresc importò in Francia  i primi esemplari di  gatto d’Angora e questo felino riuscì a conquistarsi l’amore di Luigi XV, come testimoniano diversi ritratti dove il Re è dipinto con accanto il suo fedele Gatto d’Angora chiamato Brilliant.  Questa razza comunque spopolò per moltissimo tempo nei ceti alti di tutta Europa e fu portato anche il America.  Tuttavia la razza persiana fece passare il gatto d’Angora in secondo piano  e la quantità di questi gatti diminuì anche nella stessa Turchia.

Negli zoo di Ankara e Istanbul furono mantenuti pochi esemplari per preservare la continuità della specie e nel periodo fra le due grandi guerre mondiali, la razza in Europa e America si estinse. Fu solo negli anni 50 che si inizia un programma di allevamento e fino agli anni 90 sono riconosciuti come gatti d’Angora solo quelli a pelo completamente bianco, mentre dopo sono stati riconosciuti appartenenti a questa razza anche con pelo di colore differente.

Storie e leggende sul gatto d’Angora

Su questo bellissimo gatto ci sono molte storie e anche leggende nate principalmente in Turchia, ma non solo. Per i Turchi è considerato un animale sacro. Una credenza popolare vuole infatti, che sia la reincarnazione del grande statista Ataturk, considerato il padre della Nazione e molto caro ai turchi.

Un’altra leggenda sempre turca riconosce a questo felino il potere magico di realizzare i desideri che gli vengono sussurrati negli orecchi.

Lo stesso Maometto si dice avesse un gatto d’Angora che amava particolarmente e la leggenda narra che un giorno per non svegliare il gatto che dormiva sulle sue ginocchia, arrivò a strapparsi una manica del suo abito. Si dice ancora che inizialmente  Muezza, così il Profeta aveva chiamato la sua gattina d’Angora, fosse rossa, ma un inverno particolarmente freddo fece diventare bianco il suo mantello che da allora in poi rimase così.

Un’altra storia parla di Maria Antonietta nella Francia della rivoluzione francese;  pare possedesse diversi gatti di questa razza. Temendo per la loro vita li affidò ad un cortigiano che li condusse in America dove la stessa Maria Antonietta avrebbe dovuto raggiungerli con il marito e i figli.  Purtroppo la regina non poté arrivarci, ma i gattini si e sembra che abbiano contribuito alla nascita del Maine Coon.

Carattere del gatto d’Angora

Il gatto d’Angora è un felino molto intelligente e socievole. Ama molto essere al centro dell’attenzione e gode ad  essere in compagnia di esseri umani anche estranei.  E’ molto vivace e curioso, facilmente addestrabile, ma si adatta anche bene alla vita di appartamento, purché gli si prestino attenzioni e tempo per giocare e per le coccole, che ama in modo particolare.

La sua attenzione la dedica principalmente all’umano che si sceglie, al quale dedica tutto il suo amore e che segue costantemente. E’ adatto anche ai bambini proprio per la sua predisposizione al gioco e anche per la sua pazienza.

Non ama molto stare da solo, per questo può combinare qualche piccolo guaio se non riceve le attenzioni che vorrebbe. E’ determinato e anche un pochino testardo, se si mette in testa qualcosa, non c’è modo di indurlo a cambiare atteggiamento.

Visto il suo amore per l’avventura questo gatto ha bisogno si di spazio esterno, ma completamente sicuro, in quanto la curiosità lo spingerebbe ad allontanarsi anche parecchio e la fiducia che ha in ogni essere umano lo porta a fare le fusa e a seguire chiunque lo degni di attenzione. E’ bene quindi avendo un gatto di questa razza dotarlo di un microchip, per poter esser riconosciuto con certezza in caso di smarrimento.

Ama in modo particolare la vita familiare e la famiglia,   convive bene anche con altri animali domestici che però tende a dominare, il suo motto sembra che sia: “più siamo, meglio è” perché gli piacciono sia le persone che gli animali specialmente se sono molte.

Caratteristiche fisiche del gatto d’Angora

Di aspetto sinuoso ed elegante, questo gatto è anche agile e scattante. Benché sia di taglia media, infatti il maschio raggiunge i 5 chilogrammi e la femmina 3.5 chilogrammi è decisamente muscoloso. Ha zampe lunghe e sottili, tronco snello e coda molto lunga e folta.

La testa è oblunga con lineamenti morbidi, il naso è di lunghezza media, il collo snello e aggraziato. Gli occhi sono grandi e a mandorla, molto espressivi, leggermente inclinati verso l’alto. Nei gatti d’angora gli occhi possono essere di qualunque colore  dal verde all’oro, al rame, al blu, di due colori.  Non vi è correlazione del colore degli occhi con il colore del pelo.  Le orecchie sono grandi, lunghe e appuntite, con ciuffi di pelo sulla punta.

Ma è il mantello quello che contraddistingue questa razza e lo rende diverso da altri gatti a pelo lungo. Il pelo dell’Angola è semilungo,  serico, sottilissimo e completamente privo di sottopelo. Il pelo della coda e della gorgera è visibilmente più lungo, la lunghezza e la densità varia a seconda della stagione. Molto folto in inverno, molto più corto e rado in estate per adattarsi al clima che ha estati molto calde e inverni freddi delle regioni montuose anatoliche e caucasiche.

Come ho già detto fino agli anni 90 il gatto d’Angora era solamente bianco, dopo sono state ammesse più di 20 colorazione diverse che vanno dal nero al rosso, al blu, al tabby, lavanda, cannella ecc.

Salute e cure del gatto d’Angora

E’ una razza felina robusta e sana. Difficilmente si ammala ed ha delle capacità di recupero eccezionali. Gli esemplari di colore bianco con gli occhi azzurri spesso sono sordi. I gatti bianchi che hanno gli occhi di due colori diversi spesso possono diventare sordi da un orecchio. E’ una sordità ereditaria legata proprio al colore bianco.

Un’altra patologia legata alla razza è il granuloma eosinofilico: attualmente però ci sono test specifici che ne riscontrano la presenza genetica e, gradualmente, si sta cercando di allevare esemplari che non presentino questa malattia.

Tende ad ingrassare, quindi è bene regolare la dieta. Croccantini e una volta al giorno ed integrare con cibo umido a base di carne o pesce.

Per quanto riguarda il pelo non avendo sottopelo non forma dei nodi quindi una spazzolata una volta a settimana è più che sufficiente. Solo nel periodo della muta bisogna spazzolarlo anche più volte al giorno perchè tende a perdere moltissimo pelo.

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